MONTESOLE

E’ di oggi la notizia che l’assessore regionale Donazzan trova “grave” che a pochi giorni dal 25 aprile si organizzi in un istituto superiore di Verona una conferenza in cui sia stata distribuita una dispensa intitolata “ora e sempre resistenza”. Ecco a voi la dichiarazione odierna della Donazzan: “a pochi giorni dal 25 aprile, non abbiamo certo raggiunto una pacificazione nazionale, né mai la raggiungeremo finché docenti ideologizzati si comporteranno in questo modo e finché l’ufficialità continuerà ad ostracizzare il ricordo di quelli che combatterono per difendere l’onore d’Italia in guerra civile non c’è parte giusta o parte sbagliata”.
Caro assessore, mi permetta di commentare brevemente, per quanto ho l’impressione che non ne valga nemmeno la pena. Francamente le sue dichiarazioni sono inaccettabili, tendenziose e permeate (loro si!) di ideologia e di negazionismo storico. La sua è una polemica sterile, il suo è un grido da “ultrà” nello stadio decerebrato che ormai è diventato lo stivale italiota.
Le ricordo, e soprattutto ricordo a tutti quelli che stanno leggendo, che il 25 aprile è la FESTA DELLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO. Le ricordo che la storia, e non la sinistra, ha già archiviato il nazifascismo alla voci “errore definitivo”, “orrore” e “crimine”. E’ la storia che parla, non la sinistra. Non i docenti ideologizzati. È la storia. Quella di Churchill (politico di destra) e di De Gaulle (politico di destra), che di fronte ai massacri ed agli stermini nazifascisti ha condannato i regimi Tedesco ed italiano. E l’esperienza della Repubblica Sociale Italiana non può che essere collocata all’interno di questa condanna. Mi permetta di ricordarle che, dopo l’8 settembre, esistevano un governo Badoglio ed un Regno d’Italia pienamente legittimi e che, coloro i quali hanno deciso di abbandonare l’Italia al proprio destino aderendo ad una Repubblica Sociale fantoccio della Germania hitleriana, hanno TRADITO l’Italia. Hanno abbracciato un regime razzista che si è reso responsabile di immani crimini contro l’umanità. Coloro i cui, consapevolmente, hanno aderito e combattuto perla Repubblica Sociale Italiana non possono e NON DEVONO essere messi sullo stesso piano di chi ha DIFESO L’ITALIA dall’invasione tedesca e dall’orrore nazista. Non si tratta di essere di parte, non si tratta di comunismo, di destra o di sinistra. E non si tratta nemmeno di pacificazione. Qui si tratta di raccontare le cose come stanno, nemmeno di dire la verità, ma di raccontare ciò che è successo, ciò che è OVVIO. La Resistenza e il fascismo non possono essere considerati alla stessa stregua, o peggio ancora, le due facce di una stessa medaglia.
C’era chi difendeva il paese dal dominio nazista e dalla violenza fascista (ed erano democristiani, socialisti, comunisti, preti, donne, vecchi e ragazzi). E c’era, invece, chi si schierava dalla parte di chi in quel momento era più forte, ovvero la Germania, con più armi, più mezzi e più potere; ed usava quel potere, quel “coltello dalla parte del manico” (come direbbe Aldo Cazzullo), per esercitarlo arbitrariamente, in spregio della dignità umana, della moralità, e senza il benché minimo rispetto per le persone. Non è una questione politica, cara assessora, la “resistenza” è un patrimonio di tutti. E’ un patrimonio.
La pianti di fare polemica per guadagnare le prime pagine dei giornali e per far parlare di lei stessa. C’è un limite alla polemica strumentale, così come c’è un limite alla violenza. Un limite oltre il quale ci siamo già spinti, abbiamo già dato. E ci siamo già faticosamente pacificati. Ci pensi su, prima di parlare in maniera violenta. Le ripeto, ci pensi. Resista a se stessa. Resista, Donazzan, e vedrà che si sentirà meglio.

Buon 25 Aprile.

Davide Buldrini
Coordinamento SEL Treviso
Tessera A.N.P.I. 58999

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