EUROPA EUROPA

La Corte di Giustizia della Ue ha bocciato la norma italiana che prevede il reato di clandestinità, introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 nell’ambito del “pacchetto sicurezza” e che punisce con la reclusione gli immigrati irregolari.
Grazie Europa, mi viene da dire. La legge Bossi-Fini è dunque inapplicabile. Grazie a questa sentenza, i giudici italiani, sono tenuti a DISAPPLICARLA in caso di procedimento penale. Tutto ciò non è solo uno schiaffo morale in faccia a Berlusconi, Maroni, Bossi e Fini, ma anche uno schiaffo a tutto lo stivale razzista e indifferente, che appoggia un governo che fa leggi contrarie al diritto internazionale. Perché questa sentenza è LA PROVAche la legge italiana sull’immigrazione è contraria al diritto europeo, ed è contraria alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali. E’ una legge razzista che può essere approvata solo in un paese come il nostro, dove una delle forze politiche di maggioranza (la Lega), basa il proprio consenso sulla paura del diverso e dello straniero, sulla discriminazione e sulla retorica violenta. Appoggiata e coccolata da un partito di maggioranza (PDL) asservito al proprio padrone, anche’esso intento a coltivare il proprio culto del potere attraverso la retorica ultrà, l’aggressione verbale, la menzogna ed il fango. Avete torto. Voi avete torto. Non è solo una sentenza che ve lo dice, è l’intera cultura democratica sulla quale si è costruita l’Europa che ve lo ricorda. Avete torto.
In un paese a democrazia mediatamente limitatissima ed ad altissimo tasso di indifferenza diffusa, la sentenza di oggi è un’ancora di salvezza e di speranza. C’è giustizia oltre l’italia. C’è un posto dove conta ancora la persona e non la provenienza geografica. C’è un posto in cui non trovano spazio i reati di “esistenza”, dove essere clandestini non è una colpa. Non è un’onta. Non è un marchio da portare con vergogna. Non è un’arma strumentale al potere, per corrompere le persone e per utilizzarle a propri fini.
Fin dall’approvazione ho sempre pensato, e detto, che questa legge era illegittima, e che non poteva esistere una legge del genere. Oggi i fatti mi danno ragione.
Lavoro da 10 anni a contatto con la Commissione Europea. Sono sempre stato un europeista convinto, ho sempre creduto nell’Europa culturale, nell’Europa geografica, nell’Europa multiculturale. Sono Europeo.
Oggi voglio ringraziare Europa. Grazie piccola, grazie di cuore.

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