PICCOLE RIFLESSIONI A-TECNICHE SUL GOVERNO MONTI

Dunque è partito il governo Monti. Permettetemi ma, nonostante sia un governo conservatore, un governo dei banchieri, un governo dei poteri forti, un governo non eletto dal popolo, siamo davvero su un altro pianeta rispetto al governo Berlusconi (come ha brillantemente intuito Michele Serra). Questo è bene tenerlo a mente, da qui fino a quando Monti governerà, ogni qual volta ci si accingerà a giudicarne frettolosamente l’operato. Ora abbiamo un governo vero, e non un manipolo di lacchè che siedono nelle stanze dei bottoni solo perché il loro capo ha deciso che lì devono stare garantendo obbedienza assoluta. Ora abbiamo un governo vero, tecnico o mezzo politico che sia, e non una plètora di ministri senza portafoglio e sottosegretari comprati a saldo che, anche loro, obbediscono al capo. Il tutto in perenne campagna elettorale. Ecco, ora abbiamo un governo conservatore, prima avevamo un governo orrido. Un governo di incapaci, nel quale credo i tecnici comunque giocassero un ruolo chiave nel far funzionare (al minimo) la macchina statale. E quel governo orrido ci ha trascinato in questa situazione di assoluta a-credibilità totale e mondiale, nel silenzio assordante della sinistra parlamentare (leggi PD).
Certo, sono convinto che sarebbe stata meglio un’altra soluzione. O meglio sono convinto che sarebbe stato migliore un epilogo diverso dopo quei benedetti 308 voti di minoranza che hanno fatto cadere il più italiano degli italiani Silvio Berlusconi. Sarebbe stato meglio, secondo me, che dopo quel voto di minoranza, fossero state sciolte le camere e che il PD insieme a SEL e a tutta la sinistra finalmente senza fardelli centristi, fossero andati ad elezioni anticipate. Belli e compatti. Dopo delle primarie veloci e vivaci, e avessero preso il 60% dei voti. E dato vita ad un governo splendido, dalle luminose e progressive sorti. Ma purtroppo non poteva andare cosi, per un paio di semplici ragioni.
Prima di tutto né il PD, né SEL, né tanto meno la sinistra alternativa (e nemmeno il terzo polo) hanno un programma di governo serio. O se ce l’hanno io non lo conosco, e come me credo la maggioranza degli italiani. Intendo un programma articolato, con strategie chiare sul medio-lungo periodo, e leggi chiave da realizzare in maniera certa. Tale programma, tali obbiettivi comuni alla sinistra, tale strategia, semplicemente NON ESISTE.
Seconda cosa: la crisi in atto ha dimostrato definitivamente che ciò che accade in italia influenza l’Europa intera, è quindi del tutto inutile ragionare sul “caso italia”, non è vero che la sovranità dell’italia è limitata dai banchieri e/o dall’Europa. La sinistra deve cominciare a capire che è la sovranità del popolo italiano che è diventata europea. La sinistra, se vuole evolvere, deve capire che governare l’Italia significa governare l’Europa. E che forse per cambiare l’Italia bisogna un attimo pensare di cambiare anche l’Europa. È con questo che dobbiamo confrontarci. E la mia domanda è: la sinistra italiana oggi, è in grado di esprimere un’elite politica o intellettuale in grado di governare un paese i cui cambiamenti si riflettono sull’intera Europa? In altre parole è in grado la Sinistra italiana di esprimere una classe dirigente in grado di confrontarsi alla pari con i propri equivalenti di Eurolandia/Eurozona? Sono in grado Bersani, Veltroni, Vendola, Serrachiani, Renzi, Bindi di giocare e di avere la forza di co-pilotare l’Europa? E non sto parlando di forza elettorale. Sto parlando di capacità e competenza. Pensateci bene.
Questo è il punto. Io credo che, in questo particolare momento storico, PURTROPPO la sinistra italiana non sia in grado di rispondere a queste domande. E come me la pensa un vecchio ex-comunista di nome Giorgio Napolitano. Io credo che, purtroppo, questo governo in questo momento sia la medicina meno amara possibile. E lo giudicherò duramente e implacabilmente su due punti. Non sulle pensioni, non sull’articolo 18, nemmeno sulla patrimoniale. Sono elastico. Su questi punti posso essere (relativamente) elastico. Ma sue due punti chiave no. Questo governo deve assolutamente risolvere il conflitto di interessi Berlusconiano una volta per tutte, risolvendo una concentrazione di potere mediatico degna delle peggiori dittature ex-sovietiche. Questo governo deve poi cambiare legge elettorale. Queste due cose, apparentemente meno importanti di altre, e già sfumate nell’agenda di Monti sono in realtà, da un punto di vista strategico, IMPORTANTISSIME. Qui è la vera sinistra. Qui è in gioco la democrazia. Non dovrebbe essere difficile per un governo presieduto da uno che ha bacchettato Bill Gates, fare queste due cose. Anche se ho paura che qui la partita non sia tecnica, ma disgraziatamente politica, e quindi nelle mani dei partiti. E quindi torniamo al discorso di prima, al fatto che la classe politica tutta non sia francamente degna di governarci. Me li vedo già a far melina, e a impostare la campagna elettorale su questi due punti. E alla fine non cambiare niente. E’ tipico. Sia della destra, e purtroppo anche della SINISTRA.
La sinistra appunto, cosa dovrebbe fare dunque in un momento come questo. Beh, io credo che la sinistra dovrebbe VIGILARE ed essere implacabile sui due punti che ho individuato: conflitto di interessi e legge elettorale. Credo che la sinistra, poi, debba capire bene, in questo momento storico, dove stanno e come funzionano i privilegi delle corporazioni, e dove stanno invece i più deboli. Ed in un moneto in cui sono richiesti dei sacrifici tutelare questi ultimi.
La sinistra, inoltre, dovrebbe entrare in una logica di governo europeo e non più solo nazionale. La sinistra alternativa che ha criticato per secoli il concetto di stato-nazione dovrebbe finalmente contribuire ad affrancarci dagli stati nazione per entrare in un’Europa nuova e democratica. Lo sta facendo? Lo stiamo facendo?
In sostanza, credo che questa crisi sia certamente in mano ai poteri forti, alle lobbies, alle banche, agli speculatori e a qualche terrificante gruppo Bilderberg. Ma stiamo tutti attenti a non farci abbagliare da queste cose, cerchiamo di pensare strategicamente, creiamo qualcosa di bello e nuovo per il futuro. C’è il futuro intero dell’Europa che LA SINISTRA deve pensare. Mentre il governo Monti, il prossimo governo Rajoy, il prossimo governo Francese e Angela Merkel insieme a Barroso discutono su come farci tirare la cinghia a noi poveracci, la sinistra oltre urlare costantemente slogan contro i poteri forti, dovrebbe spingere perché la Banca Centrale Europea faccia da compratore ultimo dei debiti sovrani degli stati nazione. Magari, dopo averci fatto tirare la cinghia per un paio d’anni, in questo modo si arriverebbe ad azzerare i debiti sovrani di Eurolandia/Eurozona. Dopo, ognuno potrà contribuire alla nuova economia europea. E a tal proposito, a proposito di economia intendo, è giunto ormai il momento che la sinistra cominci a riflettere su una NUOVA MATEMATICA, in grado di sostituire il capitalismo neo-liberista. Mi sembra palese che detto sistema, che vige ormai da qualche decennio, sia definitivamente entrato in una crisi irreversibile. E non sto parlando di pipponi sul signoraggio e sui titoli tossici e sugli squali della borsa. Parlo di economia nuova. Di un’alternativa concreta a ciò che c’è. Qualcosa che ridia speranza a tutti quelli che sono consapevoli di essere meno tutelati dei loro genitori, di guadagnare meno di loro, e di avere condizioni di vita peggiori delle loro. Sono queste persone il nostro proletariato: qualcuno a sinistra se n’è accorto compagni?
E’ davvero ora che ce ne usciamo con qualcosa di nuovo. Ormai le battaglie per i diritti non possono prescindere da una battaglia per un’economia più equa e democratica, e per un modello di sviluppo più sostenibile e pulito. Siamo in ritardo. Diamoci una mossa. Magari tocca anche rileggerci Karl Marx, era tedesco come la Merkel, che ne dite?

Advertisements
This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

9 Responses to PICCOLE RIFLESSIONI A-TECNICHE SUL GOVERNO MONTI

  1. Non so cosa tu intenda per programma serio, la sinistra secondo me basta che faccia la fotocopia di quello della Sinistra Arcobaleno per avere un programma. Sulla questione della BCE, è da quando c’è stato Maastricht che a sinistra si chiede l’Europa dei popoli e non quella dei banchieri.
    Quando dico a sinistra escludo Giorgio Napolitano dal conto, perché la sua azione politica all’interno del PDS/DS è sempre stata volta a fare gli interessi di imprese (anche quelli disonesti) appoggiando la depenalizzazione del falso in bilancio: all’epoca su L’Unità mi pubblicarono una lettera in cui dicevo a G.N. che il falso in bilancio serve per rubare (mi pare una verità incontrovertibile).
    Che questo Governo sia più autorevole di quello precedente non ci piove, che sia più autorevole di quello che potrebbe essere espresso dal centro-sinistra invece è tutto da dimostrare: su parecchi Ministri, a partire da Corrado Passera, gravano forti conflitti di interesse, non parliamo poi di Corrado Clini, candidabile al Premio Attila, se vado io domani, con un curriculum molto più scarno, ma con buone idee e non cattive faccio meglio di lui, molto meglio farebbero Fulvia Bandoli, Grazia Francescato o Valerio Calzolaio.
    La questione del programma comune è quella che solo le primarie potrebbero portare in campo in modo trasparente (e quindi democratico), dato che il problema è il PD, diviso tra la linea ufficiale portata avanti da Fassina, e le idee di Renzi, Ichino, Letta, ecc.
    Hai ragione sull’Europa, ma i nemici dell’Europa che noi vogliamo sono quei soggetti come grosse banche, Trilaterale, ecc. che proprio il Governo Monti rappresenta.
    PS i Letta, gli Ichino, Napolitano, sono quelli che lavorano in concreto per distruggere qualsiasi prospettiva di sinistra in Italia, e questo Governo è funzionale ai loro scopi e a quelli dei loro padroni (Napolitano lo fa di suo).

  2. Andrea Bello. says:

    Penso sinceramente che tu abbia toccato un punto nodale, un punto scoperto alla Sinistra e alla stessa Sel: ovvero la discontinuità, anzi la spaccatura abissale (quantomeno in quanto a stile e competenze tecnico specifiche) rispetto al governo di nominati da B., ex-premier che vanta il maggior numero di balle, processi e derisioni al suo carico.
    Tuttora sembra impossibile che per lui sia l’inizio della fine, e per noi, forse, un nuovo inizio.
    Ciò che i compagni, abituati sempre e solo a puntare il dito su ciò che non va, non capiscono e non colgono è che il discorso di Monti (cge lo stesso Vendola accusa come non discontinuo rispetto al passato, in mano ad un governo di lobbisti e banchieri) è qualcosa che fino a 2 settimane fa era impensato ed impossibile nell’Italia di Silvio.
    Un discorso europeista, conscio della crisi, conscio dei problemi di quegli italiani che non riempiono i ristoranti, dei giovani, degli anziani, conscio della necessità di crescere, di riguadagnare prestigio e rilevanza internazionale, in un Europarlamento che vede ancor oggi sedere sui propri scranni Borghezio e Iva Zanicchi; un’Europa usata come posteggio per i vari Mastella di turno, un’Europa troppo spesso snobbata che ora, nel prendere le decisioni più importanti, snobba noi.
    Un finale degno di un contrappasso dantesco.
    Ora, non compredere che un primo ministro che parla di donne, giovani, mercato del lavoro e soprattutto di “angosce della crisi, angosce da cui bisogna tentare di sollevare gli italiani” è un primo ministro da elogiare.
    Almeno per ora.

  3. Luca says:

    questo governo rappresenta certamente una discontinuità rispetto al peggior governo della storia della Repubblica, al peggior primo ministro di tutto l’Occidente (e anche di buona parte dell’Oriente), ad una classe politica lercia e schifosa. D’altra parte ricordiamo che la destra, quella stessa che animava l’orrido governo Berlusconi, non è andata a casa ma è quella che tiene in vita il governo garantendogli la maggioranza, perchè in senato il pdl è ancora determinante. per questo credo che, realisticamente, ci siano più possibilità che passi la patrimoniale e che si eviti di facilitare i licenziamenti, piuttosto che si facciano dei provvedimenti sul conflitto di interessi che vadano in qualche modo a colpire il protagonista del più grande conflitto di interessi del mondo occidentale. se dovessimo porre questa questione come discriminante, dovremmo già porci all’opposizione. è noto come berlusconi abbia chiesto a monti garanzie sulla giustizia e sulle sue aziende, e quindi i ministri severino e passera siano passati attraverso il gradimento di silvio per essere nominati.
    in questo momento il paese si stringe attorno a Monti e spera che la sua competenza tecnica salvi il paese da una crisi, della quale in realtà ben pochi hanno compreso le vere ragioni. dobbiamo tutti sperare che super mario riesca nell’impresa. ma il punto è se questo governo possa avere il respiro di un governo che dura fino al 2013, e dunque si incarica di una serie di questioni che non si possono evitare, trattandosi di un paese, il nostro, che è tra le prime economie mondiali e che spicca per complessità e complicazione. e allora io credo che il referendum contro l’attuale legge elettorale, se sarà ammesso dalla corte costituzionale, dovrà porre un qualche problema al governo. o si celebra il referendum, entro giugno, e allora si può andare al voto con una nuova legge elettorale. o si cambia la legge, in direzione del quesito referendario, per evitare il referendum. o si va ad elezioni con la vecchia legge per evitare il referendum.
    inviterei poi a non trascurare come secondari i temi delle pensioni e soprattutto dei licenziamenti, perché sono le scelte che non solo toccano, ma cambiano la vita di milioni di persone. termini imerese va verso la chiusura, lo stesso irisbus, nelle marche gli operai tornano dalle ferie e trovano le fabbriche chiuse, in electrolux centinaia di esuberi, ora toccherà anche ai bancari con 5000 esuberi sia in unicredit che in bancaintesa. nella nostra provincia la disoccupazione in pochi anni è passata dal 3 al 6%. la caritas denuncia che non ce la fa a soddisfare tutte le richieste. i servizi sociali dei comuni non sanno più cosa fare, privi di soldi e di risorse. i tagli alla scuola, li conosciamo, sono 8 miliardi. i tagli alla sanità sono 12 miliardi. con tutto questo, come si fa a pensare che la soluzione sia quella della flessibilità in uscita, cioè aggirare l’articolo 18 e rendere più facili i licenziamenti, per stimolare la crescita ? nel suo discorso al senato monti, riprendendo le tesi ideologiche di ichino e di altri, ha affermato che ci sono lavoratori “fin troppo garantiti”, e non parlava dei dipendenti pubblici. chi sarebbero questi lavoratori, l’operaio della electrolux o della de longhi, il commesso del negozio di abbigliamento ?
    allora io credo che lo stile e la competenza siano importanti, ma che a parità di stile e competenza si possano fare scelte diverse. e il compito della politica è scegliere.
    ciao

    Luca

    • Concordo con te Luca. Tuttavia la battaglia sul lavoro e sulla pensioni, a mio avviso, non può prescindere da una riflessione più ampia sulla forma e sull’economia dell’intera società Europea, se non Occidentale. Questo penso. Ed è proprio sull’Europa che Monti si sta già distinguendo dall’orrido berlusconi. Non so se hai visto le ultime dichiarazioni di Merkel e Barroso. E’ super-limpido che Monti ha un peso e che l’Italia sta avendo voce in capitolo come non ce l’aveva da 10 anni. A me piace pensare che la tutela dei lavoratori passa anche, e soprattutto, per la tutela dell’EURO come moneta unica di una vera Europa democratica. Se la BCE non cominica a stampare Europbond e/o a fare da compratore ultimo del debito con che soldi paghiamo i lavoratori? Lire? Dracme? Dinari? Talleri Padani?
      è un momento storico molto sitmolante. e una grande opportunità per la sinistra vera. per SEL.

      dav.

  4. Luca says:

    Davide, capisco l’entusiamo, che è diffusissimo, per Monti. Vorrei farti comunque presente che se dici che è da 10 anni che non avevamo questo peso in Europa mi pare che dimentichi Romano Prodi. Monti è stato commissario europeo, nominato da berlusconi e poi confermato da prodi. Romano Prodi è stato PRESIDENTE della Commissione Europea, e non un presidente alla Barroso ma un presidente di peso che ha guidato l’allargamento dell’UE e il passaggio all’euro. Ricordo poi che tommaso padoa schioppa, ministro fino a 3 anni fa, non era meno autorevole di Monti in Europa. Nè lo era D’alema ministro degli esteri o Emma Bonino ministro delle politiche comunitarie. Con l’ultimo governo Prodi rientrammo nei parametri sforati dal precedente governo berlusconi. Poi mastella e dini, oggi parlamentari del pdl, staccarono la spina votando la sfiducia, e si pensò di dare la colpa alla sinistra. oggi si tende a generalizzare troppo, a mio avviso. Abbiamo avuto, a abbiamo ancora, la peggiore destra al mondo. Ma non è che prima di Monti ci fossero solo macerie e incompetenza. Non dimentichiamo, tra l’altro, che monti non viene dalla luna, ma dall’89 al ’92 era consulente del ministro al bilancio Cirino Pomicino, il grande artefice oggi del passaggio di deputati dal pdl all’udc che ha innescato le dimissioni di berlusconi.
    Sull’europa hai ragione, e ti riporto sotto quanto dice il manifesto di SEL approvato al congresso fondativo dell’ottobre 2010. Ma fino a quando le politiche sociali, a differenza di quelle agricole, restano di competenza nazionale, le scelte dobbiamo gestircele in casa.
    Manifesto di Sinistra Ecologia Libertà
    “L’Europa tecnocratica e liberista si è indebolita e si è esposta agli attacchi. Chiediamo un
    nuovo europeismo
    In questo tempo di crisi, le elités europee hanno scelto politiche recessive che hanno ancor più
    concentrato il potere di decisione nelle mani dei governi,sottraendolo al libero e partecipato
    dibattito pubblico europeo. Ciò è stato possibile per la lunga traiettoria tecnocratica e monetarista
    che ha contraddistinto il processo di unificazione. C’è una crisi di sovranità democratica, essendo i
    processi decisionali concentrati nei processi intergovernamentali (dominati dalle decisioni di
    Germania, Francia e Regno Unito) e nelle tecnocrazie (dalla Bce alla Commissione europea) ed
    una crisi di progetto e contenuti, essendo stata scelta la strada di politiche recessive e di
    ridimensionamento della spesa pubblica. Si tratta di avanzare una proposta nuova, sia nella
    direzione di costruire una nuova sovranità democratica dei popoli europei e dei parlamenti al livello
    dell’Unione, sia di promuovere una politica alternativa basata su un nuovo modello di sviluppo che
    si fondi sulla qualità ambientale e sulla giustizia sociale. Un nuovo europeismo si può costruire se
    si ripropone una soggettività sociale autonoma che rafforzi la rappresentanza dei lavoratori e le
    lavoratrici europee. È necessario ricostruire una nuova coalizione del lavoro a livello continentale,
    che sappia innovare nelle pratiche e nei contenuti. Da questo versante, la proposta di
    mobilitazione lanciata dai sindacati europei per il 29 settembre è un importante passaggio di
    consapevolezza della propria missione in questa fase. “Noi la crisi non la paghiamo” e “no alle
    politiche recessive” non sono solo slogan, ma programmi alternativi a quelli fin qui seguiti dall’Ue.
    Usa e Cina giocano la partita strategica centrale. Duri competitori avvinghiati da interessi al tempo
    stesso contrari e congiunti. L’Europa, che è segnata da un declino epocale, è il terzo incomodo,
    che potrebbe, per il suo stesso modello sociale, introdurre molte varianti e alternative nella
    competizione globale. Dal punto di vista delle pure grandezze economiche, l’Europa non sta
    peggio degli Stati Uniti, sebbene questi ultimi, grazie anche alla politica economica di Obama,
    stanno privilegiando la ripresa economica, a differenza dell’Europa arroccata sul modello renano
    del rigore e dei tagli alla spesa pubblica. Eppure, il debito pubblico americano supera di un decimo
    quello europeo e il debito privato ha dimensioni da brividi. Ovviamente un attacco al dollaro e agli
    Stati Uniti è impensabile, per ragioni politiche e militari. Un attacco sull’Europa sì.
    La verità è che è in atto esattamente un violento e prolungato attacco all’euro, all’Europa come
    soggetto politico e al modello sociale europeo. Quello che non è riuscito sostanzialmente in
    trent’anni alla destra politica, coalizzata di qua e di là dall’Atlantico, può riuscire alla superclasse
    dei Predatori di Wall Street. Sotto l’attacco speculativo, la ricetta liberista e rigorista rischia di
    accentuare ulteriormente il profilo della crisi, tagliando sul lavoro, sulla domanda, sugli investimenti
    e sui servizi pubblici, con inevitabili effetti recessivi. E’ un circolo vizioso, in fondo al quale si profila
    la fine del sogno europeo.
    “Sinistra, ecologia e libertà” nasce come formazione europeista. Unica Europa possibile è l’Europa
    della pace, della democrazia, dei diritti sociali e civili, della apertura alle culture del mondo,
    dell’accoglienza dei migranti in cerca di un futuro migliore.”

  5. Concordo nuovamente sui governi Prodi e su prodi commissario Europeo. Non intendevo dire che prima di lui c’erano macerie. Intendevo dire che Berlusconi e questa destra hanno creato le macerie. E’ palese che Berlusconi, Frattini e compagnia bella non contano niente a livello internazionale. Cioè…uno che al G20, come analisi economica del su paese, se ne esce con “i ristoranti sono pieni”……comunque, Monti è un tecnico, e ci sta che sia nominato dal politico di turno. Ciò che voglio dire è che ora, se l’Italia riesce a recuperare prestigio e credibilità, la palla della crisi passa alla Germania, e alla Merkel. E’ di oggi la notizia che ci Bund tedeschi non si vendono più bene come prima, e che il loro rendimento ha superato il 2%. E’ ora che qualcuno dica alla Germania che forse, visto che c’è tutto il resto delle’Europa che le corre dietro, è lei che deve rivedere la propria politica monetaria e non solo il resto degli stati che devono garantire chissà che cosa. Se la Germania molla l’osso della politica monetaria integralista allora ci sarà più spazio anche per negoziare uno stato sociale decente.
    Il manifesto sel è stupendo, l’ho letto più di una volta. Ora è il momento di agire e di mettere in pratica le belle parole. Dobbiamo farcela.

  6. anna says:

    16.01.2011
    …e adesso che Monti, con buona pace della sinistra, ci ha fottuto cosa dite?

  7. In che senso ci ha fottuto?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s