PICCOLI SASSOLINI NELLE SCARPE [e una storica rivista da salvare]

Dunque, vorrei raccontarvi di quando scrivevo sul Mucchio Selvaggio, una delle riviste musicali storiche italiane. La rivista che probabilmente ho più letto e che più mi ha aiutato nel formare la mia utilissima cultura musical-popolare.
Bene, poco dopo essersi trasformato da settimanale a mensile, il Mucchio cominciò a pubblicare quasi regolarmente dei miei interventi scritti, per lo più erano i post che scrivevo sul mio blog (Filter Tips) e che giravo al direttore della rivista, Max Stèfani. La cosa mi lusingava parecchio, era un’emozione davvero particolare leggere le mie cose tra le pagine del mio giornale preferito. Ad un certo punto, il succitato direttore, mi chiese perfino di tenere una rubrica fissa. Non parlammo mai di compensi. E a me sinceramente non venne mai in mente di farlo. Mi andava bene così. Poi ad un certo punto, dopo qualche tempo in cui non mi pubblicarono più nulla, nel maggio del 2006 apparve un articolo sul Mucchio, dal titolo “Tutti a casa”. Era un lungo editoriale, a firma Max Stèfani (direttore), che parlava della vittoria mutilata del centrosinistra alle elezioni di quell’anno. Piccolo problema: metà di quell’editoriale era copiato identico (ed incollato) da un articolo mio. E la mia firma non c’era. Era una delle cose migliori che io avessi mai scritto. Era uscita per la mia rivista preferita, ma il mio nome non c’era. C’era però quello del direttore. Nello stesso numero c’era anche un altro mio articolo, su una cosa completamente diversa, quello era firmato dal sottoscritto.
Ovviamente rimasi abbastanza sbalordito dalla cosa, e scrissi a Max Stèfani chiedendo, con fin troppo garbo, come mai aveva copiato un mio articolo e l’aveva firmato solo lui. Questa la sua risposta di allora:
“All’inizio ne avevo usato di più, tanto è vero che l’avevo co-firmata con te. Poi ne ho dovuto tagliare una buona metà e non sapevo più cosa era mio e cosa era tuo. Poi ci ha pensato dani in bozze a togliere la tua firma che non capiva cosa era. Sbrigativa? Purtroppo si.”
Da allora non ho più mandato nulla al Mucchio. E non ho nemmeno risposto alla mail.
Ora, io non vorrei pensare male, ma Max Stèfani se ne è andato dalla rivista (che lui stesso ha fondato) in aperta e violentissima polemica con l’intera redazione, e con Daniela Federico che ora la dirige. Secondo me la “dani” della sua risposta è proprio lei. E visto il comportamento di Max nei miei confronti, e di come se ne sia andato malamente dal Mucchio, lascio a voi giudicare su quanto io possa valutare attendibile la sua giustificazione alla dimenticanza di cui sopra. La cosa non mi ha mai tolto il sonno, comunque.
Detto questo, il punto è che ora il Mucchio rischia di chiudere. Per via dei tagli all’editoria. Proprio mentre ha cambiato direttore, e proprio mentre sta rinnovando grafica e contenuti. E’ un pezzo di storia musicale del nostro paese. E servono 2000 abbonamenti subito per salvarla. Vogliamo mandare un bel messaggio a chi sbrigativamente copia-incolla la roba degli altri e poi se ne lava le mani (e manco chiede scusa)? Bene. Dopo 4 anni è il momento di farlo.
Abbononatevi al mucchio. Ora.

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5 Responses to PICCOLI SASSOLINI NELLE SCARPE [e una storica rivista da salvare]

  1. Elicantro Sufumigi says:

    bravo!

  2. Gian Luigi Bona says:

    Mi e’ dispiaciuto molto non leggere piu’ la tua firma sul Mucchio, non sapevo cosa fosse capitato e adesso che lo so non mi stupisco. Stefani era uno “pesante” ma ultimamente mi aveva scandalizzato quando aveva raccontato che adesso era difficile fare una rivista rispetto anni fa perche’ quando copi oggi ti beccano ! Ho trovato il discorso veramente offensivo nei confronti del pubblico e dei suoi collaboratori, alcuni ottimi e tutti validi.
    Mesi fa il mio abbonamento stava per scadere e non avevo alcuna intenzione di rinnovarlo ma l’ultimo numero era anche l’ultimo con Stefani ! Fantastico ! Mi sono detto. Cosi’ ho rinnovato e non mi sono pentito, anzi. Il numero adesso in edicola e’ rinnovato e molto bello cosi’ ho rinnovato subito l’abbonamento anche se era ancora lontana la scadenza per cercare di aiutare la rivista.
    Ideona: perche’ non torni a scrivere sul Mucchio ? Mi piacerebbe, comunque ti seguo sul “Fatto”.
    Ciao.
    Gian Luigi

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