FA LA COSA GIUSTA

Oggi ho autenticato le firme e timbrato le carte. E da domani sarò ufficialmente candidato nella lista di Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera dei Deputati. Sarò decimo in lista. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio solo raccontarvi la sensazione che sto provando. Nel momento in cui i cittadini italiani sono chiamati, tra poco meno di 2 mesi, a scegliere il proprio futuro, e si ripetono puntuali i soliti clichè retorici, il solito pensiero ultrà, il solito centro-(montismo), le solite rese dei conti disfattiste, il solito vaticano. Mentre accade tutto questo, mentre gli italiani fanno per l’ennesima volta gli “italioti” e si incollano in novemilioni davanti a Berlusconi. Mentre parlo con le famiglie intorno a me e poi guardo mia moglie che mi dice “ci vorrà ancora un bel po’ di tempo”, mentre è di nuovo tutto possibile. Mentre per l’ennesima volta tutto può cambiare, e probabilmente non cambierà. Mentre tutto questo accade, penso che mi piace. Mi piace, molto, essere decimo in lista per Sinistra Ecologia e Libertà. Perché sono in ottima compagnia, perché voglio che vinca il centrosinistra, perché questo paese non è mai stato governato da un vero centrosinistra.
Sono contento di essere coinvolto personalmente in questa opportunità di cambiamento, in questo turning-point storico per il mio paese. Sono assolutamente e definitivamente convinto, che sia necessaria una vittoria netta e inequivocabile del PD insieme a SEL. Cosi alla Camera come al Senato di questa sbrindellata Repubblica. Non sono mai stato consapevole come ora delle macerie civili e sociali in cui versa l’Italia. Sono assolutamente convinto che tutti gli italiani ne possano uscire solo liberandosi da una parte di loro stessi, guardandola in faccia, accettandola e scegliendo di cambiare. Scegliendo Sinistra Ecologia e Libertà. Scegliendo il Bene Comune.
Io non nascondo che vivo le mie scelte in maniera molto critica, soprattutto quelle politiche. Ho i miei problemi e i miei dubbi esistenziali nel collocarmi politicamente, ormai mi sta stretto quasi tutto. Forse perché mi sta stretta l’Italia. Non amo più incondizionatamente posizioni ideologiche, categorie che ormai considero superate, e cerco sempre e comunque di arrivare a posizioni politiche originali, alternative e nuove. C’è bisogno di modernità, di novità e di progresso, in questo sbrindellato paese. C’è bisogno di costruirlo, questo progresso, di disegnarla questa modernità, di abituarsi e di apprezzare giorno per giorno ed accettare il cambiamento che si impone ovunque nel nostro quotidiano. Il cambiamento e la modernità non si ottengono distruggendo, ma costruendo. Non si ottengono demolendo l’esistente, tanto poi qualcosa o qualcuno arriverà. Bisogna lavorare, per cambiare bisogna la-vo-ra-re. Cambiare le cose non è mai riposante, non è mai semplice, ci vuole impegno.
Sono sicuro, che per fare questo, per cambiare, per modernizzare e per inventare un’Italia migliore si debba partire dai diritti. Dai diritti. Nel secondo dopoguerra, di fronte ad un’Italia devastata dalla guerra, poverissima e misera, la politica ha riempito la nostra Costituzione Repubblicana di Diritti. Di fronte al nulla, di fronte alla crisi, l’Italia del dopoguerra si è risollevata partendo dai DIRITTI.
Gli stessi diritti di uguaglianza e di giustizia sociale che hanno sempre e dico SEMPRE pervaso le azioni, le parole, e la vita che mi hanno trasmesso i miei famigliari. Mia madre contadina e cameriera, mio padre camionista, mio nonno contadino. Persone povere, ma ricche, ricchissime di RISPETTO per tutti gli esseri umani. Per tutti. Persone di una curiosità intellettuale infinita, se paragonata al grigiore mentale imposto dall’egemonia sottoculturale che ha colonizzato negli ultimi anni l’Italia. Io non ho mai rinunciato alla mia curiosità intellettuale. E mai lo farò.
E’ per questo, perché cambiare significa prima di tutto togliere le barriere, che di fronte alla crisi economica, a cui è sacrosanto rispondere nei dovuti modi e nelle dovute sedi, io sono convinto che per ripartire sia necessario cominciare dai diritti. I diritti che sono già scritti nella nostra costituzione. La giustizia sociale tanto cara a Sandro Pertini. L’amore di Pasolini per il sottoproletariato. L’assoluta apertura mentale verso il mondo che mi hanno trasmesso i miei genitori. Prima ancora che dallo spread, dal PIL, dal debito sovrano. Se vogliamo vincere la crisi, se vogliamo avere un futuro, se vogliamo costruire qualcosa. Dobbiamo partire da qui. Dalla società dei diritti, dalla rimozione dei nepotismi e dei familismi amorali.
Per questo sono felice di essere candidato con Sinistra Ecologia e Libertà. Per questo è necessario che vinca il centrosinistra. Per questo, è il momento di abbandonare la retorica disfattista, è il momento di abbandonare il pensiero ultrà, di smetterla di compiacersi di se stessi di fronte alle porcherie delle “caste”, di fronte al declino di chi fino al giorno prima avete votato. Perché è inutile nasconderlo: avete votato, in molti di voi, per questo sfacelo. Ora basta.
Facciamo, per una volta, la cosa giusta: facciamo vincere il centrosinistra.

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