PROGRAMMA

L’ AGENDA BULDRINI [parte 1]

Davvero non ho il tempo, e nemmeno la forza di scrivere un’agenda programmatica. Quelli che seguono sono spunti, temi e ragionamenti che voglio condividere con voi. E che sono la base di ciò che penso e di ciò che vorrei fare per l’Italia. Non vi chiedo semplicemente di leggerli e giudicarli, vi chiedo di aiutarmi a migliorarli. Ecco i primi due: “economia e innovazione” e “debito pubblico e spread”. Seguiranno “Lavoro”, “Europa”, “welfare”, “ambiente e energia”, “diritti” e “politica estera”.

Economia e (è) Innovazione

– Rinnovare l’economia, con politiche che spostino il valore dalla quantità della produzione alla qualità dei beni prodotti, e dalla quantità di prodotti consumati alla qualità dei consumi.

– Ricominciare ad investire in Ricerca e Innovazione, garantendo il mantenimento delle quote di finanziamento ordinario per le Università e aumentando del 30% gli investimenti in ricerca e innovazione nei prossimi 5 anni (fermi in rapporto al PIL al 1985). Questo come obbiettivo minimo.

– Riqualificare il motore del lavoro e dell’economia, ovvero le persone. Non siamo consumatori, siamo cittadini. Dobbiamo garantire il merito in tutti i posti di lavoro, soprattutto nelle carriere strategiche, nella ricerca, e nelle posizioni manageriali. Il merito dove serve di più. Il merito dove ora ci sono le clientele e il nepotismo. Questo significa Qualità del lavoro, qualità dell’economia, e Giustizia Sociale. Che significa mettere TUTTI nelle condizioni di diventare ciò che vogliamo, nel miglior modo possibile.

– Riportare a casa le eccellenze italiane: il 75% dei ricercatori eccellenti italiani, con in mano un finanziamento europeo dell’ERC, lo ottengono in università straniere. Queste persone sono le nostre migliori risorse. Che noi regaliamo letteralmente ai nostri competitor. E’ prioritario creare un fondo dedicato, per permettere a queste persone di poter rientrare in Italia nella posizione che si meritano, creando posti di lavoro qualificati, creando le condizioni perché fiorisca la qualità delle idee, la qualità dei prodotti, la qualità dell’economia.

– Favorire la creazione in Italia (per esempio a Marghera) di centri di eccellenza internazionali dell’Innovazione. Entro il 2018 ci sarà spazio per la creazione di nuovi nodi dell’European Institute of Innovation and Technology. E’ strategico, e prioritario, che l’Italia sia la sede del nodo manifatturiero, e di altri nodi strategici per l’economia del paese. Essere un nodo dell’EIT significa finanziamenti per il territorio, posti di lavoro qualificati, e opportunità per lo sviluppo industriale. Il tutto finanziato dall’Unione Europea.

debito pubblico e spread

– bisogna affrontare il tema a livello Europeo e non più nazionale. E’ necessario spostare il vincolo del pareggio in bilancio dai singoli stati al livello Comunitario. Se deve essere pareggio in bilancio che sia Pareggio di Bilancio Unico Europeo.

– sempre un questa ottica, e conseguentemente, si dovrà prevedere la creazione degli Eurobond, a garanzia del debito pubblico contintnale-europeo. E fine dello spread. Per sempre.

– dobbiamo gestire in maniera più efficiente la cosa pubblica, gli enti pubblici. Dobbiamo premiare ed incentivare le persone che lavorano bene nel pubblico, ad ogni livello. Chi contribuisce all’efficienza della gestione della cosa pubblica deve essere premiato a tutti i livelli. L’impiegato che facilita l’accesso ai servizi per il cittadino deve essere premiato tanto, se non di più, del manager o del presidente di un ente.

– E’ necessario introdurre una cultura pro-attiva nella cosa pubblica. Fornendo ai dipendenti pubblici la formazione che meritano, responsabilizzando il loro ruolo, premiando le loro capacità. Dobbiamo lavorare per un’amministrazione pubblica che faciliti la risoluzione dei problemi dei cittadini, e che al contrario non rappresenti una barriera burocratica in tal senso.

– a livello nazionale, e come obbiettivo a breve termine, occorrerà in primo luogo far pagare le tasse a TUTTI. Oltre alla Casta dei politici, esiste una casta ben più pericolosa e dannosa: quella degli evasori. Colpirli significa anche introdurre il reato di evasione fiscale per medio-grandi evasori.

– dobbiamo, nell’ottica di una maggiore integrazione europea, spendere meno per armi, esercito e missioni di “pace”. Queste spese vanno, non solo diminuite, ma spostate a livello Europeo. Un Esercito europeo significa che non dovremmo pagare più un esercito nazionale.

– nel quadro del bilancio statale dobbiamo ripensare al metodo di finanziamento degli enti locali. Ciò non significa automaticamente “federalismo fiscale”. Significa dare autonomia amministrativa agli enti locali, unita a competenze legislative e autonomia finanziaria. L’obbiettivo non sarà il mero risparmio, ma l’avvicinamento del cittadino all’amministrazione. Più autonomia alle regioni significa meno vincoli per le politiche più vicine alle persone.

Come ho già detto, si accettano contributi e consigli. Da tutti. Ricordatevi: 30 dicembre, collegio Veneto2.

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